Qualcosa che non muore

La Salernitana muore. E con essa 92 anni di calcio professionistico. Mai avremmo pensato di dover subire l’onta del calcio dilettantistico, ma Antonio Lombardi è stato capace anche di questo. Del dolore che tutti noi proviamo non parleremo oggi, e neanche dell’autore di questo scempio. Anche se non smetteremo mai di lottare finchè il nome di quel signore non sia più, in alcun modo, legato al nome ed ai simboli della nostra passione.

Muore l’idea di un calcio “assistenziale”, vivente però solo nella testa degli ingenui e nei dolosi disegni di chi ha voluto legare il fenomeno Salernitana a politica ed appalti. Ma non tutto muore.

VIVE il senso di appartenenza alla nostra squadra.
VIVE l’orgoglio di migliaia di tifosi che la passione l’hanno sempre pagata di tasca propria.
VIVE la consapevolezza che Salerno sia, in Italia, uno dei posti migliori per fare calcio.

È per questo che rivolgiamo un appello alle istituzioni che dovranno decidere il nostro futuro. Non vogliamo fornire una prestigiosa passerella a chi non puó neanche sognare, per potenzialità e capacità, di fare calcio nella nostra città. Non vogliamo che imprenditori che non amano il calcio vengano tirati per la giacca ad affrontare, obtorto collo, un’impresa che richiede competenza ed amore.

Se calcio dovrà esserci a Salerno, lo si affidi a chi sa essere imprenditore calcistico, o abbia voglia di diventarlo. Lo si affidi a chi sappia bene chi siamo e possa comprendere chi potremo essere. Saremo costantemente e assiduamente vigili su ogni singolo passaggio che avverà nei giorni a venire, pretenderemo chiarezza e onestà.

Non vogliamo riempire semplicemente il vuoto delle nostre Domeniche, siamo pronti a sostenere invece chi vorrà intraprendere con noi la strada che ci porti ad occupare il posto che Salerno merita. Perchè ci sono cose che non muoiono”.
CON L’AMORE DI SEMPRE, SOLO PER SALERNO!

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