Spal -Salernitana…gastronomica

Difficile trasferta romagnola nella VII giornata delcampionato di Lega B 2020/21 per la Salernitana di mister Castori

I granata sono di scena in anticipo serale venerdì 6 Novembre ore 21.00 allo Stadio Paolo Mazza di Ferrara (Corso Piave n. 28  – 8.500 spettatori )per una sfida d’alta classifica contro la retrocessa SPAL

L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorioferrarese

Antipasto di terra (affettati romagnoli)

Cappellacci di zucca 

Spaghetti al torchio con ragù d’anatra

Gnocco fritto

Carni alla brace con funghi

Piadina

Dolce della casa

Vino locale dogc

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

Il mestiere dello scalco, o cuoco, a Ferrara è una vera arte dal 1500, da quando i cibi preparati alla corte degli estensi venivano degustati da principi e duchi; una corte dove il piacere della tavola era curato con amorosa passione. Senz’altro fra gli scalchi più famosi ci fu Cristoforo da Messisbugo, morto nel 1548, e Cristoforo da Zeffirano, scalco molto conteso tra gli Estensi e i Bentivoglio di Bologna. Giambattista Rossetti non era un cuoco ma un acuto cronista dei banchetti ducali che ci ha lasciato un libro “dello scalco” (stampato a Ferrara nel 1584) in cui si descrivono i banchetti propiziatori iniziati nel 1460 allestiti per festeggiare le nozze tra Alfonso II e Lucrezia Medici. Ercole I° si distinse dai suoi predecessori per l’amore di circondarsi dei migliori cuochi del tempo: ogni occasione era buona per imbandire una tavola, ma anche il popolo pareva gioire della prodigalità della corte, al punto che uno storico imolese scrisse che i ferraresi erano nemici del vivere malinconico. 

Dalle antiche ricette delle corte estense ancora oggi viene tramandata la salama da sugo, un insaccato di maiale arricchito di spezie e vino e fatto stagionare, il pasticcio di maccheroni, il pampepato ferrarese, dolce creato nel Seicento dalle monache del convento Corpus Domini per la corte e i prelati. La cucina a Ferrara mescola il grasso fondo padano a delicatezze francesi provenienti da ricette che Renata di Francia importò quando venne sposa.

Il pane di Ferrara, definito da Riccardo Bacchelli il migliore del mondo, è sempre stato un gioiello della produzione culinaria ferrarese; un sapore unico che ha come ingrediente segreto l’acqua e l’aria e quindi la lievitazione. La famosa “ciupèta” (coppia) forse nasce da un carnevale del 1536 durante il quale fu presentato un pane ritorto che a noi piace pensare nei famosi “grustin”(crostini).

Comunque, nelle generazioni future, si continuò a rispettare l’arte della gastronomia sfruttando le tante ricchezze della terra, così i ferraresi si sono tramandati ricette e tradizione, piatti poveri e gustosi insieme a eleborate ricette di pesci e selvaggina, che si possono ritrovare nelle proposte dei nostri ristoranti.

Clima e territorio

La temperatura sara’autunnale: previsti circa 13 gradi.

Ferrara (Fràra [‘fra:ra] in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 132 195 abitanti,  capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna.

Fu capitale del Ducato di Ferrara nel periodo degli Estensi, quando rappresentò un importante centro politico, artistico e culturale. Lo sviluppo urbanistico avvenuto durante il Rinascimento, l’Addizione Erculea, la rese la prima capitale moderna d’Europa. Nel 1995 ottenne dall’UNESCO il riconoscimento di patrimonio dell’umanità come città del Rinascimento e nel 1999 ne ottenne un secondo per il delta del Po e per le sue delizie estensi. È uno dei pochi capoluoghi (con BergamoGrosseto e Lucca) a conservare il centro storico completamente circondato da una cerchia muraria nell’insieme integra e quasi pressoché immutata nel corso dei secoli.

Ferrara è sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) ed arcivescovile (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio). L’economia si basa storicamente sulla produzione agricola, ma possiede impianti industriali come il petrolchimico, varie industrie ed un polo per la piccola e media impresa

Secondo i dati confermati dal Consorzio delle bonifiche ferraresi il territorio della provincia è per il 44% sotto il livello del mare, con depressioni che superano i – 4,5 metri in un’area compresa tra il Po, il mare Adriatico, il Reno ed il Panaro. L’origine alluvionale del territorio ed il fatto che per secoli fosse stato soggetto ad inondazioni ricorrenti ha indotto alle prime opere di bonifica realizzate dagli Estensi (con Borso d’Este ed Ercole I d’Este) nelle immediate vicinanze della città (a Casaglia, Diamantina e La Sammartina) e poi all’intervento nel Polesine di Ferrara, voluta da Alfonso II d’Este nel 1580, quando la fase storica del ducato estense stava per concludersi. Tra gli architetti che contribuirono all’opera Giovan Battista Aleotti. In breve tempo, anche a causa dell’abbassamento del suolo dovuto a fenomeni di subsidenza, si perdettero molti dei risultati positivi ottenuti inizialmente e le bonifiche furono necessariamente ripetute (quando ormai Ferrara era tornata sotto dominio papale) con gli interventi voluti da papa Gregorio XIII, da papa Clemente VIII, da papa Innocenzo X e da papa Benedetto XIV. Le bonifiche che ebbero un effetto più duraturo si attuarono tuttavia in seguito, nel corso del XIX secolo, grazie ai nuovi mezzi meccanici a disposizione.

Il territorio, considerata la sua genesi e le vicende storiche, è contraddistinto da numerosi canali artificiali per l’irrigazione ed il drenaggio delle campagne, rese coltivabili e abitabili. Risulta totalmente pianeggiante con un’altitudine compresa tra 2,4 e 9 m s.l.m. ed una superficie di 405,16 km² (Si classifica come diciassettesimo comune per estensione in Italia). Confina a nord con la regione Veneto, in particolare con la provincia di Rovigo, e a sud con la città metropolitana di Bologna.

Il fiume Po (che nel corso dei secoli ha più volte cambiato il suo corso) ha influenzato la città sin dalla nascita e ne ha condizionato lo sviluppo. Il territorio comunale e molta parte di quello provinciale costituiscono un paesaggio modificato artificialmente, risultato dell’azione umana concretizzatasi nelle grandi opere di bonifica ricordate. La città è ad un’altitudine inferiore al livello medio delle acque del Po ed il fiume deve essere controllato da argini imponenti. Serve un continuo lavoro delle pompe idrovore per non far sommergere la pianura dall’acqua e permettere così che le acque derivanti dalle precipitazioni vengano avviate verso il mare attraverso i numerosi canali artificiali.

Ferrara è collegata alla rete autostradale italiana grazie all’autostrada A13 con due caselli autostradali che servono la città: Ferrara Nord e Ferrara Sud. È importante il Raccordo Autostradale Ferrara-Porto Garibaldi che porta ai Lidi di Comacchio.

La viabilità storica di Ferrara comprende i viali che seguono l’andamento delle mura cittadine. All’interno della cinta muraria sono fondamentali le vie legate all’Addizione Erculeaviale Cavour e corso della Giovecca da un lato e corso Porta Marecorso Biagio Rossetti e corso Porta Po dall’altro, intersecati da corso Ercole I d’Este. Le vie extraurbane principali sono quelle di collegamento con le altre città della regione e la riviera di Comacchio, tra queste via Bologna, via Ravenna, via Modena, via Padova e la già ricordata superstrada Ferrara-Mare.

La città è attraversata per intero dalla Strada statale 16 Adriatica, è direttamente collegata a Pistoia dalla Strada statale 64 Porrettana e a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, dalla Strada statale 496 Virgiliana.

SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA

L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo

Responsabile Comunicazione Salerno Club 2010

Conduttore trasmissione Tifosissimi1

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