Sapori granata, a Prato con gusto: le dritte dell’avvocato gastronomico

andrea sito

Penultima trasferta del girone di ritorno della stagione 2013-14 della nostra amata Salernitana in un territorio, quello toscano, davvero ricco di tradizione enogastronomica.

SAPORI GRANATA Vi consiglia:

L’ANGOLO DELLA STAZIONE

Piazza Stazione n.21, Prato

0574603583  

Una piccolo ristorante, carino ed accogliente, dove si possono gustare i sapori genuini e suadenti di una terra che non delude mai.

Ottimo rapporto qualità/prezzo.

Antipasti tipici della casa (la mortadella di Prato, e crostoni con fagioli cannellini)

Penne al sugo e penne alla Lunigiana ( pancetta e funghi )

Rosticciana in porchetta e lampredotto al piatto

Bistecca fiorentina

Carciofi fritti

Cantuccini e vin santo

 

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

Molte preparazioni sono una sapiente rielaborazione della cucina povera, retaggio di tempi in fondo non molto lontani in cui non ci si poteva permettere di sprecare niente. L’emblema classico del “piatto povero” toscano s’identifica con l’uso ingegnoso del pane raffermo. Non mancano però le raffinatezze.

Il piatto tipico per eccellenza è il sedano alla pratese, preparato con le costole più tenere dell’ortaggio scottate in acqua, farcite con un impasto di norma composto da fegatini di pollo, polpa di vitello, tuorli d’uovo e spezie, fritte in abbondante olio ed infine affogate in un sugo di carne o pomodoro. Semplici e gustosi sono anche la classica pasta e fagioli, la farinata con il cavolo nero, i tortelli di patate, il coniglio rifatto, la minestra di pane e la ribollita, a base di carote, cavolo nero, fagioli, pane raffermo ed aromi vari.

Legata alla tradizione è anche la lavorazione delle carni di maiale, tanto che già nel 500 le salcicce di Prato erano il piatto tradizionale della Fiera. Con i ritagli dell’animale appena macellato – guancia, animelle, interiora – si prepara il tipico tegamaccio, stufato di maiale insaporito col sangue della macellazione. Tra gli insaccati ricordiamo la finocchiona (salame preparato con carne suina macinata grossa a cui si aggiungono pezzetti di grasso e semi di finocchio), la mortadella di Prato, ed i gustosi prosciutti che ben accompagnano il pane senza sale di tradizione toscana ma particolarmente fragrante a Prato.

Con il pane si preparano i crostini con i fegatini, le ficattole (pasta di pane tagliata a losanghe e fritta) ed innumerevoli zuppe, dalla fresca panzanella, alla pappa al pomodoro, alle fette di pane con il cavolo nero, ma anche dolci come il succulento pan con l’uva, semplice pasta di pane arricchita di uva nera.

Ogni pasto che si rispetti termina con i biscotti di Prato, i famosi cantucci (preparati con farina di grano, acqua, uova e mandorle dolci) inzuppati nel vinsanto. Meno noti ma altrettanto ghiotti sono i bruttibuoni (dolcetti alla pasta di mandorle), la torta mantovana, gli zuccherini di Vernio, gli amaretti di Carmignano, ed il rustico castagnaccio preparato con la farina di castagne.

Non c’è bisogno di ricordare che, entro i confini del vasto territorio, oltre ad un ottimo olio extra vergine d’oliva, si ricavano vini di ottima reputazione. I più noti sono: il Carmignano DOCG, il Ruspo, il Pinot Nero ed il Vinsanto.

 

Satolli ma pienamente soddisfatti, siamo pronti a correre allo Stadio Lungobisenzio(6.750 spettatori – via Firenze 5) per tifare Salernitana

L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo

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