Hot! Lecce Gastronomica. Sapori granata, l’avvocato gastronomico ANDREA CRISCUOLO consiglia…

Prima trasferta stagionale del campionato di Lega B per la Salernitana guidata da Stefano Colantuono in terra salentina i Granata sono di scena allo stadio
Via del Mare ( Via del mare -40.600 Spettatori) contro il neo promosso ed ambizioso Lecce di Fabio Liverani..
L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del
territorio salentino, presso
 

Nonna Tetti

Piazzetta Regina Maria 17
tel 0832246036
Cucina casereccia tipica salentina a pochi passi dal centro storico di Lecce
Atmosfera calorosa, locale carino con personale adeguato e cortese
Ottima la qualità delle pietanze, molto gustose.Antipasto composti da formaggi, affettati, parmigiana, verdure crude e
cotte, fritture di pettole, gratinati, puree di legumi
Ciceri e tria
Orecchiette cime di rapa
Orecchiette pomodoro cacio e polpettine
Polpo in pignata
Salsiccia leccese
Carne cavallo al sugo
Vino negramaro
Dolce fatto in casa

 
La cucina salentina è la cucina tipica del Salento, parte meridionale della Puglia.
È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per l’uso di
verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per l’impiego di pesce
azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l’unico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo
costosa per i contadini. 
In effetti, i meno abbienti mangiavano la carne solo la domenica mischiata con molto pane per fare le polpette, o addirittura solo alcune volte
all’anno in occasione delle feste più importanti come Natale, Pasqua e la festa patronale. La carne di cavallo era diffusa in quanto tali animali
erano usati per i lavori nei campi e come mezzo di trasporto e solo quando erano troppo vecchi per lavorare servivano come alimento Nel periodo
pasquale, in cui è tradizione mangiare l’agnello, la popolazione consumava gli scarti dell’animale, cioè le interiora. Questi servivano alla
preparazione di piatti che oggi sono diventati ricercatissimi per la loro bontà e l’equilibrio dei sapori. Proprio con le interiora dell’agnello si
preparavano (e si preparano) i turcineḍḍi o gnommareḍḍi o mboti, che sono involtini dal sapore deciso e prelibato, cotti sulla brace.
Altro tradizionale piatto povero della cucina salentina è la ciceri e tria. Si tratta di pasta fresca, tipo tagliatella ma senza uovo, in parte fritta
in olio extravergine d’oliva e parte lessata unitamente ai ceci, servita appunto insieme ai predetti legumi. Inoltre si usano le spezie della
macchia mediterranea per insaporire le preparazioni: la salvia, il rosmarino, il timo, la maggiorana, la menta e l’origano.
La fantasia domina soprattutto nei dolci che risentono dell’influenza del mondo orientale (bizantini e arabi). La presenza di ingredienti quali le
mandorle, del miele e della cannella è tipica di molte regioni del vicino oriente e delle coste del mar Mediterraneo.
 
Satolli ma pienamente soddisfatti, siamo pronti a correre allo Stadio Via del Mare per tifare Salernitana
SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE
FORZA SALERNTANA
L’avvocato “gastronomico” Andrea Criscuolo
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