Avellino Gastronomica. Sapori granata, l’avvocato gastronomico ANDREA CRISCUOLO consiglia…

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Ultima trasferta del girone di andata del campionato di Serie B e derby campano proprio alla vigilia di Natale contro i lupi irpini per la Salernitana dei Presidenti Lotito&Mezzaroma.

I granata sono di scena, allo stadio Partenio- Adriano Lombardi(12.000 spettatori- Contrada Zoccolari) per una sfida davvero molto sentita dalle due tifoserie.

Circa 1.000 i tifosi della Salernitana che saranno presenti sugli spalti.

L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio irpino presso

 

“TAVERNETTA MARINELLA”

Indirizzo:  Via Vincenzo Cotone – 83020 San Michele Di Serino (AV)

Telefono: 0825 595128

“LA VERA TIPICA CUCINA IRPINA”

 

Antipasto contadino di terra

Tagliatelle ai funghi

Tubetti provola di agerola e patate

Ravioli al ragu’

Zuppa castagne e porcini

Tagliata all’aglianico

Coniglio alla cacciatora

Patate dolci alforno

Torta ai 7 strati di cioccolato

Vino locale Aglianico

Grappa barrique Mastroberardino

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

 

I piatti tipici più comuni sono i fusili, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette.

I secondi piatti sono soprattutto a base di carne: pollo, agnello, coniglio preparati alla brace o con salsine di vario tipo. In molte località,nelle zone della Baronia (uscita Grottaminarda sull’autostrada Napoli –Bari) si cucinano il piccione e le interiora di maiale (“tommacelle”).

Tra i dolci rustici si ricordano la pizza con la ricotta, le scarole e il granone.

I dolci tipici sono le crespelle, gli strufoli, ma anche i calzoncelli, a Sant’ Andrea di Conza,preparati con la farina di ceci (“Cauzunciell”).

Ancora, a Lacedonia, sono caratteristici i dolci simili a ravioli imbottiti di pasta di castagna e di cioccolata e cotti al forno, e le sfogliatelle imbottite di ricotta dolce o di marmellata di amarene.

A Calitri si gustano “Piccilatiegghi”, preparati solo in occasione della Pasqua, e “Scallatiegghi”.

I primi sono ciambelle guarnite con uovo sodo trattenuto da due linguette di pasta messe a croce; i secondi sono ciambelle aromatizzate con sale, pepe e semi di finocchio, lessate e poi cotte al forno

Dolci tipicamente natalizi sono le “scarpegghie”, pizzette lievitate fritte in olio abbondante e poi imbevute di miele o cosparse di zucchero.

Il patrimonio zootecnico in Alta Irpinia è molto consistente e contribuisce notevolmente all’economia della zona. Sono diffusi sia allevamenti bovini, da carne e da latte, sia ovi-caprini.

I formaggi prodotti, soprattutto in zone come quelle del circondario di Montella e di Lioni, sono il caciocavallo, la scamorza, la caciotta, il pecorino, il caprino, i burrini, la ricotta salata.

L’Alta Irpinia vanta anche una lunga tradizione nel settore dei salumi.

E’ usanza comune nelle campagne, infatti, allevare uno o due capi suini per nucleo familiare, la cui produzione è totalmente destinata al consumo familiare.

Famosa in tutto il mondo è la “sopressata”, un salume dal profumo intenso, che viene generalmente accompagnata da un buon vino Rosso come l’aglianico o il celeberrimo Taurasi  e da uova sode e pane casereccio.

Di particolare rilievo la produzione di castagne e nocciole.

L’area di produzione della Indicazione Geografica Protetta “Castagna di Montella” è limitata ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e ad una parte del comune di Montemarano (contrada Bolifano).

Non è quindi casuale, la presenza in Alta Irpinia di una fabbrica della industria dolciaria Ferrero.

Da non trascurare poi il “tuber magnatum Pico” volgarmente chiamato tartufo bianco di cui si producono ogni anno oltre tre quintali nelle province di Avellino, Benevento e Caserta a cui va aggiunto un altro quintale in quella di Salerno.

Inoltre nella provincia di Avellino vi è stato anche qualche ritrovamento del tartufo nero pregiato nome, sempre volgare, del “tuber melanosporum.”.

La quantità maggiore, per circa 15 quintali, è relativa al “tuber aestivum” nelle varietà Chatin o tartufo uncinato e nella scelta comunemente chiamata scorzone o tartufo d’estate.

Altre varietà sono il “tuber mesentericum” o tartufo nero ordinario o anche detto di Bagnoli Irpino ed il “tuber Borchi” o “Albidum Pico” detto comunemente tartufo bianchetto o marzuolo.

Per quanto riguarda i vini bianchi ci si può deliziare con Greco di Tufo e Fiano di Avellino e con il vino rosso Taurasi i primi tre  vini del centro sud a fregiarsi del marchio DOCG .

 

 

Satolli ma pienamente soddisfati corriamo poi allo stadio Partenio a gridare SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA

 

 

BUON NATALE A TUTTI

 

 

L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo

SALERNITANA GASTRONOMIC LAWYER ANDREA CRISCUOLO

 

 

 

 

 

 

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