Addio al club “Bruno Somma”

Nel rione Calcedonia la salernitanità la respiri a pieni polmoni.
Basta camminarci, ascoltare la gente, guardarla negli occhi.
Farà un po’ strano, d’ora in avanti, rivolgere lo sguardo a quella saracinesca di via Pironti e trovarla chiusa, ricordandosi che in quelle mura per 45 anni ha pulsato fortissimo il vecchio cuore granata. Però tant’è.

Un club esiste sin quando ha sede e soci. Quando questi vengono meno tocca cedere il passo. Con tristezza, nostalgia, ma anche infinito orgoglio.

Salvatore Orilia saluta così il suo “Bruno Somma”, uno dei club più antichi di Salerno, da un trentennio intitolato allo storico segretario della Salernitana del calcio.

In quegli anni, nella seconda metà dei Settanta, c’eravamo noi ed i Fedelissimi, allora con sede al bar Trieste. Abbiamo macinato chilometri, organizzato trasferte, rappresentato un punto di riferimento per l’intero rione: centinaia di soci, insieme agli ultras Mummions, accomunati da un unico grande amore

ricorda Orilia in un meeting organizzato presso la Pasticceria Beatrice, a pochi metri dalla storica sede del “Bruno Somma”.
Il presidente del Salerno Club 2010, scortato dagli amici di sempre Massimo Grisi, Massimo Gennatiempo e Lello Costante, celebra così un passaggio di consegne (gli ultimi soci del “Somma” nel nuovo club che ha sede in via Cacciatore, a due passi dal vecchio Vestuti) ma pure un excursus ch’è già storia del tifo salernitano.
Da via Capone a via Pironti, da Achille Cuffa a Florindo Potente, passando per Mario Melfi, presidenti che negli anni hanno rappresentato con Salvatore Orilia (“non sono stato mai presidente, lasciando sempre spazio per rispetto a persone più grandi di me”) le icone di decenni di tifo e passione, ma anche impegno nel sociale e solidarietà (“fummo in prima linea nel terremoto dell’Ottanta e nel sostegno agli amici di Sarno dopo l’alluvione del ‘98”).
L’epoca più bella – e quale altra sennò – quella del Vestuti, di quell’infinito calvario calcistico in serie C che però portava con sé emozioni e valori impossibili da dimenticare.
“A quei tempi – chiosa Orilia – non c’era internet per organizzarsi. Ci si vedeva di persona, ci si confrontava faccia a faccia. Un’esperienza bellissima”. Ora è memoria indelebile per tutto il tifo granata. Storia sempre viva nel rione Calcedonia, respirando salernitanità a pieni polmoni.

DARIO CIOFFI (per Metropolis Quotidiano)

Leggi anche l’articolo di Matilde Pisaturo su solosalerno

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