Hot! Livorno ..Gastronomica ..ma non solo


Difficile trasferta toscana in posticipo serale domenica 29 settembre ore 21.00 per la Salernitana nel campionato di Lega B 2019/20 contro il Livorno guidato dal Capitano di sempre  Roberto Breda. I granata sono di scena allo stadio Armando Picchi (20.000 spettatori- piazzale Montello) per una sfida che rievoca grandi battaglie calcistiche  e profuma di storia L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio livornese:  

Antipasto di mare (pesce crudo e cotto)

Paccheri zucchine e gamberi

Tagliolini astice e pistacchio

Spaghetti con granchio

Caciucco alla Livornese

Frittura di calamari e gamberi

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

La cucina livornese tradizionale presenta una grande varietà di piatti a base di pesce e non poteva essere altrimenti, visto l’importanza che il mare ha sempre avuto nella storia di Livorno dalle sue origini.

Il re della tavola è il Cacciucco, gustosissima zuppa preparata con vari tipi di pesce, seguito dalle triglie e dalle seppie rigorosamente alla livornese, si intende. Tutti questi piatti tipici hanno sapori forti e sono realizzati con ingredienti genuini, rispecchiando l’animo labronico verace, diretto e colorito.

Primi piatti

Cacciucco

Pochi piatti identificano una città come il cacciucco Livorno. Questo piatto è una gustosissima zuppa preparata con varie qualità di pesce, tra cui perlopiù crostacei, molluschi, polpi, seppie, cicale…, serviti a piccoli pezzi come indica la probabile etimologia del termine araba del cacciucco da ‘Kuçuk’, di piccole dimensioni.

Nel tempo la ricetta è stata modificata, se anticamente era il piatto dei marinai e veniva fatto con pesci di scarso valore commerciale, adesso se ne usano meno ma di maggiore qualità, il numero ideale di qualità di pesce è 5 come le 5 C di cacciucco, di cui 2 varietà di pesce con lisca, 2 varietà di pesce da taglio, 1 varietà di molluschi.

Bordatino livornese

Come molti piatti della cucina ‘povera’ tradizionale, il bordatino era preparato con gli avanzi del giorno prima. Mescolando la farina gialla col brodo dei fagioli rossi si ottiene una polentina non troppo soda, con delle righe di colore scuro.

Secondi piatti

Triglie alla livornese

La ricetta di questo pesce in umido vuole la tradizione che sia di origine ebraica. Quel che è certo è che si tratta di un classico piatto livornese molto gustoso, e come potrebbe essere altrimenti visti gli ingredienti, tra cui il pepe, la cipolla e gli odori (prezzemolo e alloro) che vanno a insaporire la salsa di pomodoro in cui finiscono di cuocere le triglie.

Seppie alla livornese

Come il piatto precedente, anche le seppie alla livornese sono un secondo di pesce cotto in umido, insaporito dunque da odori, cipolla e ovviamente salsa di pomodori, cui vengono aggiunti gli spinaci.

Dolci

Roschette livornesi

L’origine di questo dolce risale ai secoli scorsi quando Livorno, città aperta alle comunità straniere, l’unica a non avere avuto un ghetto, accolse molti cittadini di religione ebraica, provenienti dalla Spagna. E furono proprio loro a portare a Livorno le roschette, ciambelline tipiche della Pasqua ebraica, preparate con pasta all’olio

Clima e territorio

La temperatura sara’ gradevole: previsti 22  gradi  per una serata piacevole.

La storia di Livorno, se confrontata con quelle delle altre città toscane, è sicuramente tra le più originali nel panorama regionale, in quanto slegata da uno sviluppo medievale che è comune alla maggior parte degli altri centri.

Le origini dell’insediamento dal quale si è poi sviluppata la città sono comunque antiche e legate alla vicinanza con il principale scalo marittimo della Repubblica pisana. Tramontato il dominio di Pisa, i Medici decretarono l’ampliamento di Livorno, trasformando un piccolo villaggio nella più importante città italiana progettata e costruita tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.

Principale porto del Granducato di Toscana e tra i più trafficati scali di tutto il bacino del Mediterraneo, Livorno divenne un rilevante centro economico animato da mercanti provenienti da qualsivoglia Nazione, che le conferirono i caratteri di città cosmopolita per eccellenza, anche durante il successivo dominio lorenese.

Dopo l’unificazione e la crisi economica conseguente all’abolizione del porto franco, la città accolse numerose fabbriche di rilevanza nazionale, divenendo il maggiore centro industrializzato della Toscana.

Fu duramente colpita dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, che, assieme alla ricostruzione, cancellarono parte delle sue principali vestigia, conferendole un aspetto moderno.

Livorno è una di quelle città spesso troppo sottovalutate, un noto porto marittimo che fin dall’antichità è stato un importante crocevia di culture e sbocco commerciale, ma oggi spesso conosciuto solo perché città portuale di passaggio.

Insomma a Livorno, in Toscana, si respira un’atmosfera tranquilla, tipica di quelle città messe in ombra dalle località più vicine e note, ma dalle quali differiscono talmente da non aver nulla per cui sentirsi inferiori.

Del resto una ragione ci sarà se la Repubblica Marinara di Pisa (XI – XV sec.), per lunghi secoli, vedeva l’estrema propaggine del suo grande porto situata proprio nell’allora villaggio di Livorno. Una ragione ci sarà se su questo scoglio si sono incontrate e hanno convissuto etnie, culture e fedi anche molto diverse tra loro. E una ragione ci sarà se, ancora oggi, Livorno è il secondo porto per importanza a nord di Roma.

Tutto questo rende Livorno un crocevia di culture e commerci, una città multietnica che ha giovato, grazie a questo background così vario, di una popolazione autoironica e sempre pronta a rimettersi in gioco. I livornesi di scoglio sono personaggi dal senso dell’umorismo pungente ma innocuo, gente fiera che, anche dopo il pesante bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, ha saputo ricostruire una città fiorente e ricca di curiosità da scoprire.

Proprio a causa della ricostruzione post bellica (Livorno venne bombardata perché giocava un ruolo chiave durante il conflitto) gran parte della città ha oggi un aspetto moderno e che poco richiama l’eleganza dei ricchi palazzi dei mercanti che qui vivevano.

Il quartiere ‘antico’, e caratteristico, che più mi ha colpito è stata la Venezia, una parte di città attraversata dai fossi, ovvero i canali dove l’acqua del mare scorre e si insinua formando delle vie d’acqua quotidianamente percorse dalle barche come se fossero le normali strade. Un volto molto differente rispetto alla parte più moderna della città, un mix che conferisce a Livorno un carattere autentico ancora poco inflazionato dal turismo.

Nel quartiere della Venezia si possono trovare alcuni edifici di grande interesse, a scoprirli ci ha accompagnato Ottone delle Guide Labroniche, associazione che propone tour alla scoperta della Livorno più caratteristica.

Continuando a passeggiare tra i fossi ci troviamo avvolti da scorci e contesti molto suggestivi, specialmente avvicinandoci al Mercato Centrale, circondato da alcune vie pedonali in cui il traffico automobilistico è limitato.

Ecco, se stai cercando cosa vedere a Livorno il tuo itinerario può anche partire da qui, dove al principio della zona pedonale trovi le tre chiese, quella armena di San Gregorio Illuminatore (di cui resta solo la facciata), la Chiesa della Madonna (dalla quale la via prende il nome) e la Chiesa dei Greci Uniti di culto ortodosso. Un accostamento che permette di immaginare uno spaccato della società molto varia che un tempo rendeva Livorno una sorta di ombelico del mondo, la città delle nazioni.

Proseguendo oltre si giunge in Piazza Felice Cavallotti, dove la mattina si trova un vasto mercato ortofrutticolo. Ancora più avanti si arriva finalmente al Mercato Centrale, riconoscibile per l’imponenza dell’edificio che per secoli è stato il cuore della ricchezza e della vita livornese. Alte colonne e decori a foggia di cariatidi danno il benvenuto ai visitatori e non è facile non restare con il naso all’insù prima di immergersi tra i colori e i profumi dei prodotti alimentari di alta qualità che qui si trovano.

Un’altra faccia di Livorno che merita di essere scoperta è quella sotterranea. Lungo i fossi, infatti, è possibile visitare le cantine storiche in cui un tempo scorreva la vita labronica, il metodo ideale per conoscerne la storia e viverne l’atmosfera è con una visita guidata.

Partendo dalla Fortezza Vecchia godiamo  di un punto di vista differente sulla città che da qui sprigiona il suo lato più romantico.

La stessa fortezza è edificata in simbiosi con il mare. La struttura odierna risale al 1500 e venne edificata dai fiorentini, tuttavia, inglobati nella sua struttura, si possono trovare elementi ben precedenti a questa epoca, stralci di storia conservati tra le pietre di questo baluardo sul mare.

Satolli ma pienamente soddisfatti corriamo poi allo stadio Picchi   a gridare SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA

L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo

SALERNITANA GASTRONOMIC LAWYER ANDREA CRISCUOLO

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